Chi siamo

ethnos

Ethnos è una società di produzione audiovisiva fondata nel 1995 da Elisa Mereghetti, Marco Mensa e Sandra Degiuli, già attivi insieme dal 1990. Sin dall’inizio, Ethnos ha scelto di dedicarsi al documentario, con un’attenzione particolare ai temi sociali, culturali e ambientali.

Dalle prime produzioni etnografiche e antropologiche, l’attività si è ampliata nel tempo fino a includere documentari geografici e naturalistici per la RAI – in particolare per il programma Geo– e una lunga serie di progetti internazionali.

Ethnos ha collaborato con agenzie delle Nazioni Unite (come l’UNDP) e numerose ONG, realizzando campagne di comunicazione e documentari in Africa, Asia e America Latina. I temi affrontati vanno dalla cooperazione allo sviluppo alla tutela dell’ambiente, fino ai diritti umani.

Nel corso degli anni, Ethnos ha lavorato in oltre 25 paesi – tra cui Senegal, Eritrea, Uganda, Brasile, Cina, Filippine, Russia, USA, Islanda e molti altri – raccontando storie da ogni angolo del mondo.

Le nostre produzioni sono state trasmesse da numerose emittenti italiane e internazionali:

RAI (Geo, Mixer, Sorgente di Vita, RAI5, Rai International), RTSI (Svizzera), Duna TV (Ungheria), Maori TV (Nuova Zelanda), Marco Polo TV, Planet, Yle (Finlandia), The Walt Disney Company Italia, tra le altre.

Abbiamo ottenuto il sostegno e il finanziamento di importanti istituzioni pubbliche e private, come:

Commissione Europea, Parlamento Europeo, Unicef, Istituto Luce, Regione Emilia-Romagna, Ministero degli Affari Esteri, Fondazione Compagnia di San Paolo, Carnegie Corporation of New York.

Tra i nostri clienti e partner figurano anche università, fondazioni, amministrazioni pubbliche e distributori internazionali, tra cui Alexander Street Press, Filmmakers Library (USA), Films pour un seul monde (Svizzera), e l’Università di Bologna.

Parallelamente al lavoro documentaristico, Ethnos ha prodotto:

  • filmati istituzionali e corporate video
  • audiovisivi per la formazione
  • campagne di comunicazione sociale
  • programmi per ragazzi

Ethnos ha inoltre ideato 8doors, una web TV per il pubblico cinese, e ha partecipato al progetto 3D Alliance per la sperimentazione del 3D stereoscopico.

Nel 2006 è stata tra i fondatori di DER – Documentaristi Emilia-Romagna, la prima associazione regionale italiana dedicata al documentario, e continua a promuovere la cultura del documentario anche attraverso progetti educativi e di formazione.

Tra questi, il workshop realizzato a L’Avana (Cuba) nel 2013, promosso da GVC e DER, ha portato alla realizzazione del video partecipato “Cuentos de El Canal”.

  1. "mother of the waters"

    Il ritratto poetico della dea del mare nella cultura afro-brasiliana.

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  2. “diventare donne a okrika”

    Iria, il rituale di iniziazione femminile nel Delta del Niger.

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  3. costituzione ethnos

    Sandra Degiuli, Marco Mensa e Elisa Mereghetti fondano la Ethnos

  4. "RITRATTO DI ALTINÈ NELLA STAGIONE SECCA"

    La vita quotidiana di Altinè, donna del Sahel

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  5. "eyes wide open"

    La battaglia di Catherine Phiri, infermiera del Malawi che scopri di essere sieropositiva alla morte del marito per AIDS.

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  6. "LE ACQUE DI CHENINI"

    Un gruppo di agricoltori cerca di salvare l'oasi di Chenini, nei pressi di Gabes, Tunisia.

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  7. "uberto degli specchi"

    La storia di una grande scenografo, Uberto Bertacca, e delle sue scenografie visionarie.

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  8. "le parole di ventotene

    Il lavoro della Famiglia Sarzi, burattinai da cinque generazioni, va alla ricerca delle radici dell'Unione Europea.

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  9. "5 NANOMOLI - il sogno olimpico di una donna trans"

    La storia di Valentina Petrillo, atleta paralimpica transgender.

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Il diritto di essere se' stessi

Grazie a un racconto sincero e toccante, "5 nanomoli" offre uno sguardo ravvicinato sulla vita di Valentina, includendo momenti di vulnerabilità e scene che esaltano la sua forza. L’approccio dei registi combina sequenze emotive e riflessive con un’impronta visiva sobria, capace di trasmettere autenticità. Il risultato è un’opera che emoziona e ispira, spingendo lo spettatore a provare un forte senso di empatia con le sfide della protagonista.

Francesca Pascale
Taxidrivers, a proposito di "5 nanomoli - il sogno olimpico di una donna trans"

Primo premio miglior documentario a "La sposa del Nord"

Raffinata la costruzione del racconto, evocativa e pregevole la fotografia, forte il legame di chi racconta con i paesaggi, le genti e le storie che a Tangeri hanno lasciato un'intima impronta. Lo Sguardo di Omero premia "La sposa del nord - Voci da Tangeri" per la capacità di costruire attraverso le immagini una poetica tessitura del racconto nel suo errare tra il sogno e la realtà, svelando le molteplici contraddizioni di una città in fermento: Tangeri.

Motivazione della Giuria
Lo Sguardo di Omero Film Festival

I volti degli operai

...Da una parte i volti degli operai, colti nell'istante in cui scoprono il suono del loro battito cardiaco, dall'altra il suggestivo intrecciarsi di voci e racconti, tutti tesi a comporre un variopinto tessuto vocale che si infiltra nelle silenziose geometrie dei capannoni, sino a rinvigorirne l'usata immobilità. E in questo scarto tra il ritmo degli accenti e la ferma quiete degli oggetti inquadrati, a emergere è soprattutto il sentore di una spazialità dal gusto metafisico, che vivifica corpi e architetture, prima arresi all'inerzia del declino. Con la complicità di una pulsante partitura vocale, l'occhio si scopre in grado di animare il mondo. Più che i singoli interventi degli artisti, più ancora del valore sociale di questo progetto di arte cittadina, a imprimersi nella mente - a visione ultimata - sono state le suggestioni dello sguardo, i ritmi di una visione che non è mai stabile, ma sempre precaria, coraggiosamente "in fieri".


Matteo Pernini
Ondacinema, a proposito di "Lavoro ad arte"

L'attualità di Ernesto Rossi

Inclusione, integrazione e condivisione, ideali che hanno sempre guidato Ernesto Rossi, troveranno maggiore concretezza e realizzazione tra i nostri ragazzi attraverso la diffusione di opere come questo documentario.

David Sassoli
Presidente del Parlamento europeo, a proposito di "Le parole di Ventotene"

Una Ventotene insolita

"La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa, e lo sarà". Il documentario è un invito ad avviarsi in questo cammino. E lo fa in modo convincente non solo per la storia che racconta, ma anche per i modi di rappresentarla attraverso numerose testimonianze, contenuti di repertorio audio e video, ma anche immagini suggestive di una Ventotene che non ha più il fascino sinistro degli anni del confino, oltre a tanti suoni: dal rumore del mare al cinguettio degli uccelli, alla bella musica di Paolo Fresu.

Andrea Fagioli
"Avvenire", a proposito di "Le parole di Ventotene"

Le sinfonie della città

A fine anni venti del secolo scorso furono create le “sinfonie della città” o “della vita quotidiana”. Guardando "Lavoro ad arte" viene in mente quel tipo di film, per cui si potrebbe parlare di una “sinfonia ad arte sul lavoro seriale”. Suoni e immagini sapientemente mixati ci conducono nel cuore del progetto realizzato a Pianoro: rumori sordi metallici, ritmi minimali emulati dal nastro portante della produzione ripetitiva, immagini generate dalla trama della memoria in cui  sono depositate le esperienze di un tempo che fu, accompagnano la vita pulsante, oggi, di tante persone in quel luogo, per affidarle a un tempo che sarà.


Elfi Reiter
"Il Manifesto", a proposito di "Lavoro ad arte"

Premio Visioni Ambientali a "Le acque di Chenini"

Il film si caratterizza per l’efficacia del soggetto trattato, che propone l’oasi quasi come metafora di un mondo armonico, in cui tutela dell’ambiente, attività umana, salvaguardia delle biodiversità (anche culturali) coesistono. Il film non si limita, pur nella denuncia forte e accorata di una situazione di progressivo degrado ambientale, a denunciare una prospettiva disperata o a lodare acriticamente tempi antichi, ma mostra le concrete possibilità che lo sviluppo culturale e la capacità di innovazione delle nuove generazioni offrono ad un sviluppo economico e ambientale sostenibile. Di particolare efficacia risulta la “straniante” voce fuori campo della narratrice, che evita sempre lo scadimento verso i più facili toni della denuncia catastrofistica.

Motivazione della Giuria
Visioni Italiane - Bologna

Premio speciale Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani

In un documentario indipendente, il racconto di un viaggio alla ricerca di una pace impossibile ma anche un film in cui una reporter, neanche trentenne, diventa testimone di un giornalismo che racconta come sia possibile, oggi, cercare risposte alla domanda universale di pace e libertà. Nel film, una ricerca coraggiosa, in questo caso nel territorio di una guerra fratricida come quella che divide l'Uganda, mentre nel mondo delle guerre editoriali la professione è sempre più 'appannata' da meccanismi, complicità e convenienze che rischiano di far dimenticare le ragioni di chi ancora considera il giornalismo un mestiere alla ricerca della verità.

Motivazione della Giuria
Sguardi Altrove Film festival

Una sinfonia di frammenti

...una sinfonia di frammenti, discontinua e bellissima, con alcune immagini capaci di scavare una nicchia nella memoria fino a non volersene più andare. Al di là delle ricostruzioni storiche e dei nodi emotivi, era da tempo che non vedevo una rappresentazione dell’acqua capace di restituire la forma viva e instabile del suo corpo ambiguo, fatto di riflessi, quasi una partitura di luci e ombre. Che l’acqua sia anche un fatto mentale lo penso sin da quando ho visto “Pioggia” di Ivens, trasmetterne la sensazione per immagini è, però, compito che richiede una sensibilità non comune...

Matteo Pernini
Ondacinema, a proposito di "Acqua chit ven"

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